sabato 16 luglio 2011

Influenze e dintorni

Eccomi di nuovo davanti alla tastiera...
Eccomi di nuovo totalmente svuotato di idee non appena inizio a buttare giù un paio di righe...
Mi chiedo se quando avrò un numero sufficiente di post e farò vedere questo blog a qualcuno piacerà...
Ma del resto il piacere è soggettivo, magari potrei farlo vedere alle persone sbagliate o nel momento sbagliato, forse è meglio che resti per sempre oscuro, ma a quel punto che senso avrebbe scrivere? Tanto varrebbe chiuderlo no?
Invece no! Non lo chiuderò, penso che a forza di scrivere quello che mi viene in mente sul momento possa nascere qualcosa degno di essere scritto  fra tutte le inevitabili sciocchezze che necessariamente verranno fuori con questo sistema.
Pensavo a quanto siamo ormai condizionati dal mondo che ci circonda... Io voglio fare il soldato, lo voglio fare così tanto che quasi non me ne frega niente di dove io vada a finire... Inutile dire che i miei sono contrari... Mio padre in particolare cerca con tutte le sue forze di dissuadermi, ogni volta che mi presenta un argomento a suo favore non so mai cosa replicargli, quando mi chiede perché voglio farlo non so mai dargli una risposta razionale... Mi chiedo se questa mia voglia di andare sotto le armi non sia dettata da un condizionamento perpetrato da mass media, videogame, giornali e politica... Questo anche perché quando mi rispondo alla domanda "perché?" mi sembra sempre di sentire uno spot d'arruolamento: "GIRATE IL MONDO", "FATE NUOVE ESPERIENZE", "FORMATE IL CARATTERE" e così via...
Forse sono solo io a voler assecondare un lato di me che rimane nascosto... Un lato violento che non aspetta altro di uscire... O forse voglio solo poter dire " ho solo eseguito gli ordini", togliermi una responsabilità che nessuno mi ha affidato, che non ho, ma che mi sento comunque addosso... "Take it easy" mi dicono... Beh io non ci riesco, è più forte di me, le cose o le prendo sul serio o le ignoro completamente...
Probabilmente queste condizioni vengono dall'esterno, anche se deve esserci una predisposizione interna... Perché ci sono persone che sono sempre allegre e felici, anche se gli pesti un piede ed altre sempre tristi? Non sarò certo io a rispondere a questa domanda, ma più ci penso più mi convinco che ciò che facciamo non cambi assolutamente nulla per noi, che tutto sia definito in partenza... Chiamatelo destino, consequenzialità degli eventi o come preferite, fatto sta che non riesco a credere che noi possiamo decidere di cambiare qualcosa di nostra volontà, per il semplice motivo che la nostra stessa volontà non dipende effettivamente da noi ma dalle nostre esperienze e dal mondo che ci circonda... Un mio carissimo amico mi hanno detto cose del tipo: "...ammettiamo che tu abbia ragione, dove sta il senso della vita? Perché se questo è vero tu continui a vivere? Perché non sarebbe meglio spararci tutti un colpo in bocca?..." Io risposi all'incirca (non ricordo le esatte parole):"... infatti non c'è senso nella vita, l'uomo lo cerca disperatamente chiamandolo con nomi diversi, religione, filosofia o altro, ma non vuole veramente la risposta perché sa che la ricerca eterna è mille volte meglio delle risposte perché teme... Teme che queste risposte non siano quelle che si aspettava, teme se così fosse non avrebbe più ragione di continuare a vivere. Questa paura è talmente radicata in noi da impedirci di fare quel passo in più per la comprensione universale, il nostro cervello è troppo piccolo, troppo debole per riuscirci, per fortuna oso dire, poiché noi nell'evoluzione siamo stati selezionati in modo da sopravvivere e una solo risposta "sbagliata", che non rispetta le nostre aspettative innescherebbe per forza una spirale autodistruttiva che ci distruggerebbe..."
Inutile dire che nessuno in quella discussione cedette sulle sue posizioni: io rimasi sulla mia idea di destino, il mio amico rimase della sua idea (certamente più appagante) che noi possiamo cambiare il nostro fato, la professoressa che aveva lanciato la discussione rimase sulla sua idea del disegno divino con tutti gli annessi e connessi e le altre 17/18 persone nella classe che si erano perse o non avevano seguito una parola del dibattito inevitabilmente non mutarono opinione,temo addirittura che alcuni nemmeno ce l'abbiano né mai ne avranno una...
Fu forse una delle discussioni più interessanti, introspettive e filosofiche che io abbia mai fatto, mancava solo il prof di filosofia e sono sicuro che almeno una decina di persone si sarebbe tagliata le vene in aula dalla noia e/o dalla depressione... =)
Non credo sia stata inutile, perché mi ha permesso di organizzare ed esprimere a parole vari spezzoni di pensieri che da lungo tempo mi giravano per la testa e penso anche che averli messi ora per iscritto sia importante...
Beh credo che questo post sia ormai troppo lungo e pensante, quindi termino qui per oggi... Ciao a tutti!

1 commento:

  1. Scrivi bene Luca, anche se non sono per niente d'accordo con le tue idee. Insomma, lo sanno tutti che il senso della vita lo si capisce in punto di morte :) Ascolta, mio nonno è morto di morte naturale, e tutti negli ultimi tempi gli ripetevano che comunque aveva avuto una vita invidiabile. Ecco il punto, devi vivere la tua vita al meglio, fare progetti e fare di tutto perché i tuoi sogni diventino realtà. E poi, scusami tanto, ma tu e Samu e tutti i tuoi compagni metallari siete la prova vivente che la volontà non è SEMPRE condizionata da quello che ci sta attorno. Voi siete come siete, senza influenze globali insomma. Altrimenti sareste del tamarri oppure degli emo. Siamo noi a creare il nostro destino, a mio parere. Guarda me, esempio, ho deciso di seguire la strada che sto seguendo ora, e mi sento tutto sommato bene con me stessa, nonostante le difficoltà! Un bacione :)

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